L’udito è il senso che ci permette di connetterci con il mondo e con le persone che amiamo. Spesso, lo diamo per scontato finché non iniziamo a percepire i primi “vuoti” sonori. In questo articolo scopriamo perché l’udito cala, come accorgersene in tempo e quali sono le strade oggi percorribili per tornare a sentire bene.
Che cos’è l’ipoacusia?
In termini medici, la perdita dell’udito viene definita ipoacusia. Si tratta di una condizione che può variare da una lieve difficoltà nel percepire i sussurri a una sordità profonda.
Si distinguono generalmente due tipologie:
- Ipoacusia trasmissiva: il problema riguarda l’orecchio esterno o medio (es. tappi di cerume, otiti o problemi alla catena degli ossicini).
- Ipoacusia neurosensoriale: il danno risiede nell’orecchio interno (coclea) o nel nervo acustico. È spesso legata all’invecchiamento o all’esposizione prolungata a rumori forti.
Cause del calo dell’udito
Le ragioni dietro un calo dell’udito sono molteplici e, in base alla causa, è possibile individuare la giusta terapia.
- Invecchiamento (Presbiacusia). La causa più comune: con il passare degli anni, le cellule sensoriali dell’orecchio interno tendono a deteriorarsi fisiologicamente.
- Esposizione al rumore. Danni all’udito possono essere causati da lavori in ambienti rumorosi senza protezioni o dall’uso prolungato di cuffie ad alto volume.
- Infezioni e infiammazioni. Otiti non curate correttamente o accumuli di liquido possono compromettere temporaneamente o permanentemente l’udito.
- Fattori genetici e malattie. Esistono delle patologie che possono influenzare la capacità uditiva.
- Farmaci ototossici. Alcuni tipi di antibiotici o trattamenti chemioterapici possono avere effetti collaterali sull’udito.
Diagnosi e visita specialistica
Sospetti un calo dell’udito? Durante una visita otorinolaringoiatrica, il Dr. Stefano Correale a Vicenza esegue una serie di esami rapidi e indolori per mappare la tua capacità uditiva.
Gli esami possibili sono l’otoscopia, un’ispezione visiva del condotto uditivo e della membrana timpanica per escludere ostruzioni o lesioni evidenti, l’esame audiometrico tonale che determina la “soglia minima di udibilità”. Durante la visita il medico può eseguire anche l’esame impedenzometrico per valutare l’elasticità del timpano e la funzionalità della catena degli ossicini.
È importante sottolineare inoltre che un controllo dell’udito dovrebbe essere parte della routine della salute, specialmente dopo i 50 anni, come il controllo della vista o della pressione.
Soluzioni alla perdita dell’udito
Oggi, grazie ai progressi della medicina e della tecnologia, la perdita dell’udito non deve più essere vissuta come una condanna all’isolamento.
In caso di ipoacusie trasmissive (come otiti croniche o otosclerosi), la soluzione può essere farmacologica o chirurgica, mirata a ripristinare la corretta meccanica dell’orecchio.
Per le ipoacusie neurosensoriali esistono apparecchi acustici di ultima generazione, in grado di filtrare il rumore di fondo e rendere il parlato cristallino, connettendosi persino allo smartphone. Nei casi di sordità profonda, infine, l’impianto cocleare può restituire il senso dell’udito.
