Immersione dopo un intervento ORL: quando è sicuro tornare sott’acqua

Per chi pratica immersioni subacquee, la salute dell’apparato otorinolaringoiatrico (ORL) è un requisito fondamentale. Orecchie, naso e seni paranasali sono direttamente coinvolti nei meccanismi di compensazione della pressione, e qualsiasi intervento chirurgico in queste aree può influenzare in modo significativo la sicurezza durante la discesa e la risalita. Ma quando è davvero sicuro tornare a immergersi dopo un intervento ORL?

Perché è importante aspettare

Durante un’immersione, il corpo è sottoposto a variazioni di pressione che richiedono un corretto funzionamento delle tube di Eustachio e dei seni paranasali. Dopo un intervento ORL, i tessuti possono essere ancora infiammati, cicatrizzanti o soggetti a edema. Questo può compromettere la capacità di compensare la pressione, la ventilazione dei seni paranasali, l’equilibrio e la funzione uditiva. Un ritorno prematuro all’immersione aumenta il rischio di barotraumi, vertigini, dolore intenso e, nei casi più gravi, danni permanenti.

Tempi di recupero indicativi

Il tempo necessario prima di tornare sott’acqua varia in base al tipo di intervento. Ecco alcune indicazioni generali:

Chirurgia dell’orecchio (es. timpanoplastica, stapedotomia)

Attesa consigliata: da 2 a 6 mesi. È essenziale verificare la completa guarigione del timpano e la stabilità della funzione uditiva.

Chirurgia nasale (es. settoplastica, turbinoplastica)

Attesa consigliata: 3–6 settimane. Bisogna assicurarsi che la respirazione sia libera e che non vi siano ostruzioni o croste.

Chirurgia dei seni paranasali (FESS)

Attesa consigliata: 4–8 settimane. È fondamentale che i seni siano ben ventilati e privi di secrezioni o infiammazione.

La visita di controllo

Prima di riprendere le immersioni, è indispensabile una valutazione specialistica ORL. Il medico potrà verificare e controllare la pervietà delle tube di Eustachio e la guarigione dei tessuti valutando eventuali residui di infiammazione. Infine, potrà eseguire test funzionali (come timpanometria o endoscopia nasale) ed effettuare una prova di compensazione simulata o un test in camera iperbarica.

Anche dopo il via libera medico, è importante prestare attenzione a eventuali sintomi durante o dopo l’immersione come un dolore auricolare o facciale, la sensazione di orecchio “pieno”, eventuali vertigini o perdita di equilibrio e soprattutto la difficoltà a compensare.

Se si avvertono tali segnali è consigliabile interrompere immediatamente l’attività e consultare uno specialista.

Port Ghalib, Egypt on Dec 6, 2022: diver doing his 3 minutes safety stop in the blue

Ritorno graduale all’attività

Il rientro alle immersioni dovrebbe essere progressivo iniziando con immersioni poco profonde in condizioni non impegnative. È importante inoltre non forzare mai la manovra di compensazione e monitorare lo stato di salute durante la compensazione stessa.

Tornare a immergersi dopo un intervento ORL è possibile, ma richiede prudenza, tempo e una valutazione medica accurata. Ogni caso è unico, e il rispetto dei tempi di guarigione è essenziale per evitare complicazioni. La regola d’oro resta sempre la stessa: mai avere fretta quando si tratta di salute, soprattutto sott’acqua.

Se hai dubbi specifici sul tuo caso, il consiglio migliore è consultare un otorinolaringoiatra con esperienza in medicina subacquea come il Dott. Stefano Correale in provincia di Vicenza.

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